lunedì, 09 giugno 2008

autonomiaoperaia

 

 

 

 

Autonomia Operaia di Emilio Quadrelli (NdA Press)

Il Libro:

Scienza della politica arte della guerra dal '68 ai movimenti globali

Nel dibattito intorno al 40° anniversario del 1968 sembra esservi un grande assente: la classe operaia. Eppure, soprattutto in Italia, il suo protagonismo è difficilmente eludibile. Mentre in gran parte del mondo il ’68 si consumava in falò tanto intensi quanto brevi ed effimeri, nel nostro paese prendeva forma uno scontro di e per il potere i cui effetti si sono prolungati per tutti gli anni Settanta. Un’anomalia spiegabile solo attraverso l’egemonia che la figura dell’operaio – massa impose all’intero Movimento italiano mettendo al centro il nodo del potere politico. Ma la “questione del potere” non può che chiamare in causa la “questione militare”. Se, come ricorda Carl Schmitt, il “politico” presuppone sempre la messa in forma della guerra, la “questione militare” non può essere altro che parte costitutiva del “politico” medesimo. Ed è questo il tema che il testo, anche attraverso un cospicuo numero di testimonianze, si è assunto il compito di descrivere e analizzare affrontando uno spettro storico che, dalle giornate del luglio genovese del ’60, approda sino agli eventi del G8 del 2001.

L'autore

Emilio Quadrelli (Genova 1956)attualmente lavora come operaio ai Mercati Generali ortofrutticoli di Genova. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: La città e le ombre. Crimini, criminali, cittadini (con Alessandro Dal Lago, Feltrinelli 2003); Andare ai resti. Banditi, rapinatori, guerriglieri nell’Italia degli anni ‘70 (Derive Approdi 2004); Gabbie metropolitane. Modelli disciplinari e strategie di resistenza (Derive approdi 2005); Evasioni e rivolte. Migranti, cpt, resistenze (Agenzia X 2007).

postato da: maxroccaforte alle ore 22:02 | Permalink | commenti (3)
categoria:
domenica, 23 marzo 2008
tanodamico






Volevamo solo cambiare il mondo di Tano D'amico (Intra Moenia)

IL LIBRO:
Romanzo fotografico degli anni '70 di Tano D'Amico

Una speranza lunga un decennio. E' quella che dagli inizi degli anni '70, e per un lungo lasso di tempo, intreccia lotte, eventi drammatici, aspre contestazioni, nuove forme di aggregazione culturale. Scendono in campo tanti ceti sociali: studenti, operai, contadini, disoccupati, donne.
L'obiettivo fotografico di Tano D'Amico cerca di raccontare quegli anni fermandosi sui volti, sulle scene di strada e sui luoghi di lavoro. Quasi un romanzo sociale di questo fondamentale periodo della nostra storia. Quello in cui si tentava di "cambiare il mondo".
postato da: maxroccaforte alle ore 15:24 | Permalink | commenti (1)
categoria:
domenica, 23 marzo 2008
avetepagatocaroAvete pagato caro non avete pagato tutto, Antologia di Rosso
di AA VV (Derive Approdi)







IL LIBRO:
La rivista Rosso (1973-1979)
Nel corso degli anni Settanta, «Rosso» è stata la più sperimentale, innovativa e insieme autorevole rivista dell’Autonomia operaia. La sua fortuna editoriale e forza di condizionamento presso considerevoli aree di militanti risiedeva in una sofisticata alchimia comunicativa. Un mix linguistico che sapeva fondere narrazioni in presa diretta delle lotte con saggi di grande rigore analitico; storie a fumetti con titolazioni fulminanti; riferimenti cinematografici con satire impietose.
Fu «Rosso» a promuovere la scoperta del nuovo continente politico, umano, sociale, produttivo che si estendeva oltre i confini del Movimento operaio ufficiale e delle sue organizzazioni storiche: la società postmoderna, la produzione postfordista, l’intellettualità di massa, il lavoro cognitivo. Fu «Rosso» ad annunciare la genesi di un nuovo soggetto produttivo, quell’ «operaio sociale» protagonista dello scontro del 1977 che generò prima scandalo e reprimende, poi repressione e scontro violento.
In appendice testi di Chicco Funaro e Paolo Pozzi

In allegato al libro il DVD con la raccolta completa della rivista consultabile in formato PDF
                                                                                                                                                                              
L’AUTORE:
Tommaso De Lorenzis (1976) ha partecipato, come redattore delle riviste «Banlieues« e «Frame», a esperienze di autoproduzione editoriale nel circuito dei Centri sociali e dei movimenti. Per Einaudi Stile libero ha curato Giap! Storie per attraversare il deserto, antologia di scritti politico-letterari della comunità giapster e del collettivo Wu Ming. È dottore di ricerca in Storia della filosofia.

Valerio Guizzardi (Guizzo) (1952) inizia il suo impegno politico nella Federazione giovanile del Partito comunista di Bologna, da cui esce nel 1968 per approdare al Movimento studentesco. Ha militato in Potere operaio e nell’Autonomia operaia organizzata (area «Rosso»). Nel 1977, esce dalle Brigate comuniste e aderisce alle Formazioni comuniste combattenti. Di nuovo nei movimenti, è stato attivista della Rete sprigionare, e redattore delle riviste «Banlieues» e «Frame». È autore di saggi e racconti

Massimiliano Mita (1974) ha militato nell’area dei Centri sociali, nelle Tute bianche e nei movimenti da Seattle a Genova. È stato redattore delle riviste «Banlieues» e «Frame». Laureato in Giurisprudenza, si occupa di diritto dell’immigrazione.
postato da: maxroccaforte alle ore 15:20 | Permalink | commenti (1)
categoria:
lunedì, 18 febbraio 2008

autonomi2

 

 

 

 

Gli Autonomi vol. II di Aa Vv (Derive Appordi)

IL LIBRO:
Le storie, le lotte, le teorie

Tra il 1973 il 1979 si concentrò la definizione dei paradigmi della produzione teorica e della sperimentazione pratica del progetto rivoluzionario dell’area dell’autonomia operaia. All’elaborazione di questo progetto, attraverso il crescendo di un dibattito sempre più serrato, parteciparono componenti politiche, sociali e territoriali assai diverse. Questo volume tenta di rendere conto di quel processo attraverso la raccolta antologica di parte dei documenti che alimentarono quell’originale laboratorio di sapere sovversivo. Una dettagliata cronologia dei principali eventi politici e sociali dell’epoca fa da guida a una contestualizzazione storica dei temi dibattuti.
C’è poi una «sezione internazionale» con contributi di autori da diversi Paesi. Essa è nata intorno l’osservazione di un paradosso: mentre in Italia l’Autonomia operaia viene perseguitata, arrestata, incarcerata, dispersa, le sue teorie e le sue pratiche diventano terreno privilegiato di osservazione e riferimento per i movimenti di lotta nel mondo e per il pensiero critico. I suoi libri, le sue storie, i suoi autori vengono ormai tradotti in tutte le lingue. L’Autonomia diventa uno dei pochi «prodotti da esportazione» italiani, un po’ come la Vespa degli anni Cinquanta o l’Armani degli anni Ottanta. Dell’Italia degli anni Settanta non c’è molto altro da raccontare.
Interventi di: César Altamira, Franco Berardi (Bifo), Martin Birkner, Lucio Castellano, Patrick Cuninghame, Silvia Federici, Robert Foltin, Felix Guattari, Michael Hardt, Roberto Lauricella, Vincenzo Miliucci, Primo Moroni, Toni Negri, Sirio Paccino, Daniele Pifano, Carlos Prieto del Campo, Alvaro Reyes, Suely Rolnik, Roberta Tomassini, Mario Tronti.
Materiali da: «7 aprile», Assemblea autonoma dell’Alfa Romeo, «A/traverso», Collettivi politici operai, Comitati autonomi operai, Comitato per il salario al lavoro domestico, Collettivi politici operai, «Comunismo», Gruppo Gramsci, «I Volsci», «Il corrispondente operaio», «Lavoro zero», «Linea di condotta», «Magazzino», Potere operaio, «Rivolta di classe», «Rosso», «Senza padroni. Giornale dell’Assemblea autonoma dell’Alfa Romeo», «Senza tregua».
                                                                                                                                                                              
L’AUTORE:
A cura di Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti
Sergio Bianchi ha curato i saggi La sinistra polpulista, L’orda d’oro e Settantasette. È autore del romanzo La gamba del Felice.
Lanfranco Caminiti, saggista e scrittore, ha inventato e animato i periodici «Accattone» e «Il malepeggio».

postato da: maxroccaforte alle ore 16:57 | Permalink | commenti (3)
categoria:
lunedì, 17 settembre 2007

settantaSettanta di Raffaella Battaglini e Toni Negri (Derive Approdi)

IL LIBRO:
Un uomo e una donna s'incontrano dopo quasi trent'anni, nella città dove tutto è cominciato. Entrambi ritornano dopo una lunga assenza. L'incontro è l'occasione per un appassionato confronto sugli anni della loro militanza politica, la cui storia s'intreccia strettamente con la loro relazione d'amore: tutt'e due bruscamente interrotte dalla repressione alla fine degli anni Settanta. Il testo si svolge quindi su due piani temporali che sfumano continuamente l'uno nell'altro, seguendo l'arbitraria cronologia della memoria, mentre i due protagonisti ripercorrono insieme le tappe della loro educazione sentimentale – gli scontri di piazza e il dibattito interno al movimento, l'esperienza dell'arresto e del carcere, il momento del loro incontro e quello della separazione, che coincide con la fine di quella stagione di lotte.
Il passato non è solo luogo della memoria, né tantomeno della nostalgia, ma un nucleo forte di esperienza e di pensiero che continua a interrogare il presente, rilanciando in avanti, oltre le dolorose cesure della storia personale e collettiva, l'urgenza dell'agire comune e la necessità della rivolta.
Un testo che è rifiuto di ogni pentimento, perché come afferma uno dei protagonisti: «ora sappiamo che la resistenza non viene prima ma dopo la catastrofe».

postato da: maxroccaforte alle ore 14:59 | Permalink | commenti (9)
categoria:
martedì, 12 giugno 2007

Route 77. Cinema e dintorni di Aa Vv (Cineteca del comune di Bologna)

route77

 

 

 

 

 

IL LIBRO

Numero speciale di "Cineteca", rivista curata dalla cineteca del Comune di Bologna, dedicata alle produzioni cinematografiche del movimento e alle espressioni  culturali del '77.
Route dall'inglese vuol dire "via, percorso, strada, linea, tragitto, iter, itinerario". La si può fare avanti e indietro, senza toccare gli estrem, ma anche dentro e fuori, in pista e fuori pista. Route 77 è poi una doppia citazione carpiata: la route One del Kramer del "movement" e la Route 66 cantata da Bob Dylan, menestrello di tutti i movimenti. Quel che si è immaginato, infatti, è una sorta di "on the road" cinematografico libero e aperto a tutte le forme e le figure del '77, tra indiani metropolitani, katanga, femministe, autonomi, operaisti, manifestanti, comunardi, creativi. Una esclusiva di NdA da non perdere, con saggi di G. Bertolucci, V. Boarini, S. Corbucci, U. Eco, O. Del Buono, G. Fofi, C. Freccero, M. Sinibaldi, M. Philopat, F. Scozzari, T. Sanguineti, D. Zonta e tanti altri, con foto e filmografia critica.


INDICE COMPLETO:
Route 77. Istruzioni per l’uso
Giuseppe BERTOLUCCI: Questa non è una pipa
Vittorio BOARINI: La commissione cinema nella bufera del 77
Sergio CORBUCCI: Sofia, l’aeroporto, i finanzieri
Tano D’AMICO con Dario Zonta: Fotografie dal Settantasette
Oreste DEL BUONO: L’intervista
Umberto ECO: Una foto
Alberto FARASSINO: “L’immagine sono io” dice il nuovo cinema militante
Contro i film vietati ai minori di 2500 lire
Goffredo FOFI: Il settantasette delle arti
Carlo FRECCERO: Duemilasette
Gian Carlo FUSCO: I chierichetti
Alberto GRIFI: Annamaria Licciardello, Sul cinema di Alberto Grifi
Alberto Grifi, Il festival del proletariato giovanile al Parco Lambro
Goffredo Fofi incontra Alberto Grifi, Al tempo delle avanguardie
Sandro Rulli e Stefano Petraglia, Filmare la vita?
Marco Lorenzin, Un’installazione video sul festival del Parco Lambro
Alessandro LEOGRANDE, Marino SINIBALDI e Paolo HUTTER: Piazze, privato, radio e movimento
Alessandro LEOGRANDE: Radio Alice, buongiorno… Un brano di Alice è il diavolo
Guido LOMBARDI, Anna LAJOLO: Perché il video
Mario MIELI: Amor che a nullo amato amar perdona. Io sono una grande finocchiona
Enrico PALANDRI: Le due quarte di Boccalone
Marco PHILOPAT: Gli zombie del 77
Paolo ROSA: La memoria annodata e il manifesto della Fabbrica di Comunicazione
Tatti SANGUINETI: 1997. Ricordi e pensieri confusi ad archivio impacchettato
Off e Club: E a Bologna si è scoperta la parodia
Sergio SAVIANE: Mistero buffo, Dario Fo e la tivù del 77
Filippo SCOZZARI: Scozz… Florilegio di brani da Prima pagare. Poi ricordare
Concetto VECCHIO con Emiliano Morreale: Le Ali di piombo del 77
Dario ZONTA: Trenta più sette
I film - A cura di Gualtiero De Marinis

postato da: maxroccaforte alle ore 23:04 | Permalink | commenti (6)
categoria:
martedì, 12 giugno 2007

Insurrezione di Paolo Pozzi (Derive Approdi)

insurrezione

 

 

 

 

 

IL LIBRO:
«Questa è una storia degli anni Settanta. Allora c’era un movimento fatto di donne e uomini che pensavano di cambiare il mondo. In modo radicale. Con una rivoluzione. Quelle donne e quegli uomini pensavano che cambiarlo potesse anche essere divertente. Anzi o era divertente o non valeva la pena. Tutto e subito. Non si poteva rimandare nulla a dopo.
La parte più radicale di quel movimento erano gli autonomi.
Poi quel movimento è stato preso in una morsa ed è rimasto stritolato. Molti si sono fermati o sono stati fermati. Molti dal movimento sono passati alle formazioni armate. Molti hanno pensato che l’unica giustizia era quella proletaria. Alcuni, non pochi, si sono pentiti, cioè sono diventati delatori.
È quindi anche una storia terribile. È una storia fatta di vivi, morti e morti ammazzati. È una storia dolorosa per il dolore arrecato e sofferto.
È una storia che narra di giovani. Io ora sono un uomo che va verso i sessanta. Ma mi rivedo giovane e penso: ce l’hanno fatta pagare ma ci siamo divertiti un casino.
Questa storia comincio a scriverla nel carcere speciale di Fossombrone nel 1982. Quaderno e matita.
Poi il quaderno me lo porto a Rebibbia, dove vengo trasferito.
Francone mi presta la sua Olivetti Lettera 22 e io ricomincio da capo. Il patto è chiaro: tutti i giorni lui vuol leggere e dare il suo giudizio: Hemingway, passabile, fa cagare. I “fa cagare” vengono subito strappati in faccia all’autore.
Il lavoro si rallenta di molto durante le udienze del processo. La scrittura langue. Nell’estate dell’84 ci dò la botta finale. Ma mi liberano e il legame con il mio spietato critico cessa. Il dattiloscritto me lo porto a Milano nei sacchi neri della spazzatura che raccolgono i miei effetti personali. Pubblicarlo? E da chi?
Poi Francone esce anche lui. Una sera di quindici anni fa mi porta a casa Sergio, detto Sergino perché ai tempi dell’autonomia era quasi un bambino. Sergio dice: mi piace un casino, siamo proprio noi.
Piano piano comincia a pubblicare singoli capitoli della storia su riviste, libri ecc. Poi l’anno scorso si fa vivo. E mi dice: pubblichiamo tutto. Io dico di sì. Eccola qua».

postato da: maxroccaforte alle ore 22:35 | Permalink | commenti (1)
categoria:
giovedì, 29 marzo 2007

dia_023

 

 

 

 

 

 

Una delle bellissime foto di Enrico Scuro sulla rivolta di marzo a Bologna

postato da: maxroccaforte alle ore 18:09 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, 23 marzo 2007

zorro

 

 

 

 

La trota ai tempi di Zorro di Michele Marziani (Derive Approdi)

IL LIBRO

È l'inverno del 1975. Stefano Baldazzi Morra ha 13 anni ed è arrivato in Piemonte, nel piccolo paese di Gozzano, assieme alla famiglia. A segnare la crescita di Stefano c'è la pesca alla trota: una passione vissuta come una sorta di allenamento alla vita, un passatempo a cui dedicare tutto il tempo libero dallo studio. In pochi mesi la tranquilla vita di Stefano si trasforma. Il padre, in grave crisi personale, abbandona la famiglia per ritrovarsi alcolizzato a condurre una vita da barbone. A scuola si respirano i profumi della rivolta, dei moti studenteschi che esploderanno nella primavera del 1977. Romanzo di formazione, La trota ai tempi di Zorro è la prima prova narrativa di Michele Marziani, giornalista quarantenne appassionato di gastronomia e di pesca. Un romanzo in cui gli anni di piombo sono visti con gli occhi di un ragazzino, ingenui e curiosi e la pesca alla trota diventa chiave di lettura del mondo, possibilità di conoscenza e di riscatto rispetto al cinismo della vita. 

postato da: maxroccaforte alle ore 12:05 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 23 marzo 2007

nuovacalifornia

 

 

 

 

 

Nuova california. Romanzo noir sul ’77 e la fine della politica

di Pietro Angelini (Stampa Alternativa)

Il LIBRO

La comparsa del cadavere d’uno sconosciuto gettato dal mare sulla spiaggia, dà l'avvio a una serie di vicende con al centro una Rimini notturna e invernale: livida, claustrofobica, percorsa da pericolose ombre nomadi e avvolta in un'inestricabile trama nera.Il crudo memoriale d’un reduce del movimento del Settantasette perseguitato da cricche criminali e dalla polizia come dalle proprie nevrosi e dai ricordi d’un fallimentare passato politico.

 

Come scrive Andrea G. Pinketts nella sua prefazione:

«Questo romanzo è un breve “lungo addio” chandleriano…».

postato da: maxroccaforte alle ore 12:01 | Permalink | commenti
categoria: